#lessonslearned Cos’è il conta il Contact Tracing e perché riguarda tutti

Interventi in occasione dell’evento Cos’è il conta il Contact Tracing e perché riguarda tutti
30.06.2020, Parco Ciani, Lugano:

Una riflessione sulla Swiss Covid App da parte del Dott. Christian Garzoni, direttore sanitario della clinica Moncucco: “In particolare oggi che stiamo attraversando la fase di contenimento del #Covid-19, è un dovere morale dei cittadini fare tutto il possibile affinché la società possa arginare il ritorno del virus…”

 

Una riflessione di Philip di Salvo, ricercatore e giornalista, sulla tutela della privacy e dei diritti nell’utilizzo delle app di tracciamento: “Per quando riguarda la tutela della privacy e dei diritti […] non era scontato questo approccio (delle istituzioni) soprattutto considerate le prime narrative dove si pensava ad un tracciamento totale […] Si diceva che la privacy era un ostacolo a salvare le vite, un tipo di narrativa che chi studia la sorveglianza come me sa che può servire a normalizzare la sorveglianza di massa. Questo non è successo perché sono state prese delle decisioni responsabili che rispettano il diritto alla privacy, credo anche grazie a delle discussioni online…”

 

Massimo Banzi , co-fondatore di Arduino spiega il ruolo della tecnologia bluetooth nella raccolta di informazioni personali: “La maggior parte dei dispositivi bluetooth che utilizziamo nella nostra quotidianità raccolgono in continuazione dati ed informazioni, per questo bisogna essere prudenti nell’utilizzarli. […] Con le tecnologie che abbiamo a disposizione oggi è molto semplice installare in qualsiasi oggetto algoritmi in grado di raccogliere dati e tracciare la nostra posizione…

 

Una riflessione di Patrizia Pesenti, consigliera di stato,  sulla sicurezza dei dati nelle app di tracciamento: “A differenza della stragrande maggioranza delle applicazioni che accumulano una vasta quantità di dati per poi rivenderli, #SwissCovidApp memorizza sul dispositivo dell’utente le informazioni personali senza diffonderle a terzi

 

Intervento di Markus Krinke, professore di filosofia moderna ed etica sociale, su come la socialità e la società siano sempre più legate alle tecnologie digitali: “Tanti si sono accorti in questo periodo che esiste il #digitale quando di fatto viviamo già in un mondo digitalizzato […] questa solidarietà inoltre (n.d.r. rimanere a casa anche per proteggere gli altri) è stata prodotta, per la prima volta nella storia della nostra società, anche grazie ai digital media che hanno trasmesso informazioni […] i nostri diritti, le nostre libertà si declinano sempre più in relazione con gli altri e le società devono adattarsi e far parte di questo cambiamento

 

Un’ analisi del punto di vista legale sugli gli aspetti relativi alla protezione dei dati della Swisscovid app, a cura dell’avvocato Gianni Cattaneo: “Quanto riportato nell’informativa della privacy è stato verificato e impostato in modo da rispettare quanto previsto dall’articolo 60 della Legge federale sulla lotta contro le malattie trasmissibili dell’essere umano (Legge sulle epidemie) [..] L’app Swisscovid è stata testata da un centro nazionale per la cyber sicurezza e dall’incaricato federale sulla protezione dei dati, ed entrambi hanno espresso un giudizio molto positivo in termini di privacy e rispetto dei dati personali

 

 

Intervento di Sang-II Kim, Capo della nuova Divisione Trasformazione digitale dell’Ufficio federale della sanità pubblica, sulla tecnologia utilizzata da Swisscovid app: “La tecnologia utilizzata da #SwisscovidApp è molto semplice […] i dati vengono scambiati e registrati sui dispositivi tramite bluetooth […] grazie a questa app abbiamo la possibilità di segnalare gli infetti e rompere così la catena di contagio. […] Riguardo all’utilizzo di più app di tracciamento contemporaneamente: Apple e Google hanno imposto delle limitazioni tecnologiche per cui su un dispositivo può essere in funzione una sola applicazione che si affida ad un protocollo API e quindi ogni paese deve avere la propria app. Tuttavia…

 

Una riflessione sugli aspetti critici delle tracing app da parte di Clelia Di Serio Professoressa di Epidemiologia e Statistica: “Un aspetto critico riguarda l’utilizzo delle applicazioni di tracciamento da parte delle persone anziane, ovvero la fascia di popolazione più a rischio. […] questo segmento infatti è quello con un #digitaldivide più ampio, ma allo stesso tempo è quello che ha più bisogno di essere protetto e utilizzare tutti gli strumenti necessari per farlo […] Un altro aspetto da considerare riguarda l’individuazione di possibili focolai. […] App come #SwisscovidApp e #Immuni non utilizzano la geolocalizzazione, in tutela della privacy del cittadino, e non sono quindi in grado di identificare la posizione di un possibile positivo e scongiurare la nascita di potenziali focolai.

 

Intervento di Paolo Attivissimo, giornalista e divulgatore, su come il cellulare sia stato adatto a strumento per il tracciamento dei contagi: “Teniamo presente che stiamo usando uno strumento che è un telefonino per una funzione per la quale non era concepito quindi stiamo adattando una tecnologia che era nata per altri scopi. Inevitabilmente ci sarà un tasso di errore […] l’applicazione deve essere intesa come uno strumento a supporto e non come il sostituto del #contacttracing tradizionale […] ci sono tante situazioni nelle quali questo strumento può non funzionare, ad esempio se si indossa la mascherina, la vicinanza quando c’è di mezzo una finestra o un plexiglass, ma non è un grosso problema perché i criteri di questa applicazione sono proprio quelli di fare da primo passo, suggerimento all’utente e credo questo sia molto importante da capire […] è meglio avere un falso allarme piuttosto che rischiare…

 

Una riflessione sugli aspetti critici delle tracing app regionali o di grandi aziende da parte di Matteo Colombo, presidente dell’ Associazione italiana dei Data Protection Officer: “…dobbiamo pensare all’utilità dell app di contact tracing anche con altri presidi come il tampone, la mascherina, il bluetooth […] Un altro tema interessante sarà quello dell’interoperabilità, la mia app parla con l’app svizzera e quella tedesca? Il progetto c’è in questo momento […] Ci sono poi molte app regionali o mini-app di aziende che si basano su sistemi centralizzati […] non dobbiamo quindi sdoganare tutte le app…

 

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