#lessonslearned: Covid, economia e prospettive future

Interventi in occasione dell’evento Covid, economia e prospettive future
21.08.2020, Parco Ciani, Lugano: 

Alcune riflessioni di Rico Maggi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Economiche (IRE, USI Università della Svizzera italiana) sulla salute dell’economia del Canton Ticino: “In generale posso dire che l’economia ticinese è in salute e sta bene perchè molte società ed aziende innovano e cercano di trovare nuove soluzioni […] questo lo vediamo maggiormente nel settore del turismo e degli eventi.” “Gli aspetti che però mi preoccupano maggiormente riguardano il mercato del lavoro […] nei prossimi mesi i giovani e i lavoratori part time faticheranno a trovare un’occupazione e questo è dovuto alla crisi generata dalla pandemia” “Nel 2021 credo che ci sia una graduale ripresa della nostra economia […] la grande sfida per la politica e per le aziende sarà proprio quella di capire come possiamo tornare a una situazione di stabilità economica

 

Glauco Martinetti, Presidente Camera di commercio e dell’industria Cantone Ticino ha evidenziato l’impatto che la digitalizzazione sta avendo sui modelli di business: “Oggi stiamo vivendo quella che in futuro chiameremo la quarta rivoluzione industriale e che segnerà la storia economica dei prossimi 50-60 anni […] il Covid-19 ha accelerato una serie di dinamiche che altrimenti avrebbero richiesto anni prima di essere implementate: ne è un esempio lo smartworking” “Prima della pandemia stavamo portando avanti un’economia non sostenibile fatta di abitudini dannose per il nostro pianeta costruite dalla società in cui viviamo […] per i prossimi mesi mi auguro un ripresa repentina della nostra economia ma con un nuovo modello più sostenibile […] la grande sfida sarà quella di non ritornare come prima, ma meglio di prima

 

Lorenza Sommaruga -​ Presidente Federcommercio ci ha mostrato le difficoltà e le sfide che i commercianti hanno affrontato, e affronteranno nei prossimi mesi, dovute alla pandemia di Covid-19: “Durante il lockdown i commercianti hanno dovuto reinventarsi e adattarsi ad alcuni cambiamenti che, anche se non ancora in atto, erano già presenti […] tra questi per esempio mettere in atto l’e-commerce, che rappresenta oggi un’opportunità di vendita valida e funzionante” “Un’altra rivoluzione che i piccoli-medi negozi dovranno affrontare sarà quella di aprire sempre , non appena gli viene data la possibilità di farlo […] in questo senso c’è una nuova legge che ha permesso a molte città ticinesi di essere considerate zone turistiche e i commercianti devono farsi trovare pronti ed aprire in qualsiasi momento […] vanno cambiate le abitudini ed evolversi, cercando di dare al consumatore ciò di cui ha bisogno

 

Alcune previsioni di Marc C. Bros de Puechredon – Presidente della direzione generale e responsabile del marketing, acquisizioni e comunicazione di BAK Economics AG sul futuro del settore farmaceutico e degli eventi: “In ticino e nel vallese il settore farmaceutico risulta essere uno dei settori più in crescita e performanti a livello di reddito e di produttività […] questo è importante perché anche se ancora piccolo questo settore risulta fondamentale per un’economia come quella del vallese” “La situazione per il settore degli eventi è invece diversa e più problematica […] in seguito ad alcuni studi che ho svolto nel vallese è emerso che in seguito alla pandemia di Covid-19 sono stati persi diversi milioni di franchi […] gli organizzatori di eventi stanno però provando ad adottare soluzioni innovative, come ad esempio la digitalizzazione del festival del cinema di Locarno […] questi adattamenti saranno fondamentali anche nel prossimo futuro in cui dovremo adattarci e convivere con il virus

 

Fabio Bossi – Delegato alle relazioni economiche regionali della Banca nazionale svizzera ci illustra le strategie adottate durante la pandemia a supporto delle aziende: “Il compito della Banca Nazionale è di creare delle condizioni quadro ideali affinchè le imprese possano operare al meglio e superare le difficoltà per uscire da questo periodo di crisi […] come prima azione abbiamo agito in maniera più massiccia sul mercato dei cambi per evitare che si creassero ulteriori condizioni sfavorevoli, come l’apprezzamento del franco […] di pari passo la Banca Nazionale ha garantito liquidità sia alle banche che alle imprese con un tasso di interesse più basso rispetto a quello del mercato

 

Una riflessione di Simona Zanette – CEO di Hearst Digital, sui cambiamenti imposti dal Covid a livello lavorativo e su ciò che ha imparato personalmente: “ […] non torneremo più indietro ma soprattuto non dobbiamo tornare indietro. Quello che dobbiamo aver imparato é che si può fare il nostro lavoro in maniera più sostenibile per il pianeta stesso; io credo che sia stato un momento che ci ha forzato al cambiamento, abbiamo capito che possiamo fare un atto di fiducia e lavorare anche a distanza […], abbiamo imparato a ingegnarci un po’ di più, a uscire un po’ dalla nostra zona di comfort. […] la bravura é – non tornare a come eravamo prima – ma prendere il meglio di quello che abbiamo imparato in questi mesi e continuare a portarlo avanti

 

Bruno Giussani – direttore europeo di TED – ci aiuta a capire la differenza tra smart working e lavoro in remoto: “Una cosa che trovo affascinante é che parliamo tutti di smart working, ma in realtà nei mesi della pandemia non abbiamo fatto smart working, abbiamo fatto del lavoro in remoto da casa che é una cosa totalmente diversa. Perché non eravamo preparati per lo smart working, eravamo preparati per portarci a casa un computer o usare il computer del figlio […] per cercare di fare quello che dovevamo fare, per mantenere il ritmo, con una serie di conseguenze enormi che non hanno nulla a che vedere con lo smart working, che richiederebbe invece una riflessione sul tipo di strumenti che utilizziamo, su chi li paga, sul tipo di software, sulla sicurezza delle reti, sullo scambio di informazioni, sul modo di gestire il personale […], bisogna ripensare a tutte queste cose […] e sviluppare una strategia molto chiara.

 

Il pensiero di Tyler brûlé – giornalista ed editore di Monocle: va controcorrente rispetto all’opinione degli altri partecipanti. Secondo Tyler Brûlé, infatti, é necessario ritornare in ufficio. Brûlé si interroga se sia possibile fare solo lavoro da casa; infatti, parte del lavoro é anche riunirsi. “[…] abbiamo capito presto che era necessario che una piccola squadra andasse in ufficio: in Inghilterra é stato più difficile, invece a Zurigo le persone sono potute andare in ufficio e ciò ha permesso una certa continuità […]

 

Il Covid non ha sorpreso Meg Pagani – CEO e fondatrice di impacton.org, azienda che si occupa di progetti di trasformazione sociale e ambientale – e il suo team internazionale: “siamo un team decentralizzato, noi lavoriamo con il digitale […] quindi la pandemia ci ha trovato assolutamente preparati da un punto di vista di come poter lavorare e utilizzare gli strumenti digitali […].” Il lavoro di impacton.org rispecchia la visione della sua fondatrice: secondo Meg Pagani la pandemia ci ha fatto riconsiderare il valore delle cose “[…] viviamo in un’economia, in una società che sa mettere un prezzo ad una balena morta su un peschereccio ma non ad una balena viva nel suo ecosistema. È un concetto che si estende a tutti i settori. […] l’aspetto solidale é una scintilla che deve essere sviluppata.

 

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