• Lugano Living Lab è lieta di ospitare il tour di Laboratorio Digitale (Digital Labor) a Lugano l’11.06.21.

    Grazie alla collaborazione con ethix – Lab for innovation ethics avremo modo di discutere con la popolazione i progetti dell’iniziativa www.digitaleconsapevole.ch

    Un’occasione di incontro, offline e online, aperta a tutti.

     

  • Responsabilità estesa del produttore e diritto alla riparazione,
    Tiziano Luccarelli, Impact Hub Ticino

    La consapevolezza è un qualcosa che non si può “infilare” nella testa delle persone si può accendere l’interesse alla consapevolezza, e soprattutto alla consapevolezza sull’utilizzo degli oggetti che utilizziamo. Proveremo ad accendere un interesse su questo tema. Gli oggetti digitali hanno un valore, ci connettono, hanno valore anche in un sistema che li hanno prodotti (modelli di business) che continueranno ad esistere in un ciclo di vita progettato da noi essere umani. Questo permette di vendere poi nuovi prodotti, tuttavia per il pianeta, questi “errori di progettazione” creano scarti e anch’essi hanno un valore e un impatto. La durata di un telefono ad esempio puo’ essere maggiore rispetto alla sua durata commerciale.
    Da qui il diritto alla riparazione: dare agli acquirenti il diritto di poter riparare il prodotto acquistato. L’economia circolare dice che si può risolvere questo problema. Le modalità ci sono per trovare le soluzioni, tuttavia ci sono i modelli di business di chi produce. Esiste ad esempio la nuova legge della “responsabilità estesa del produttore”: il produttore è sempre responsabile del suo prodotto. Ci saranno dei meccanismi che cambieranno i modelli di business. Ci deve essere quindi l’intenzione delle aziende, l’intervento dei governi e la sensibilità dei consumatori. Quindi è importante cominciare dal basso, essere responsabili degli oggetti che acquistiamo, tramite l’educazione, esperienze concrete e formazione, sensibilizzazione continua.

    Presentazione del progetto eQuiD, la nuova iniziativa della Città di Lugano, coordinata da Lugano Living Lab, dedicata alla raccolta, rigenerazione, valorizzazione e distribuzione di materiale informatico usato. Dalla comunità, per la comunità.
    Andrea Scarinci, Lugano Living Lab – Città di Lugano

    La previsione di avere un computer in ogni casa si è avverata e, con l’arrivo dello smartphone, è stata anche ampiamente superata. Tra i molti effetti positivi c’è, per esempio, un grande e diffuso accesso all’ informazione ed alla conoscenza da parte di molti. Ma, come tutte le cose, porta con sé anche degli aspetti negativi, soprattutto in termini di sostenibilità. Sostenibilità nell’accezione completa del termine, ovvero ambientale, sociale ed economica. Pensiamo alla gestione dei rifiuti elettronici per quanto concerne l’ambiente (“e-waste“), al cosiddetto divario digitale per gli aspetti più sociali (“digital divide”) ed al ridotto ciclo di utilizzo dei dispositivi elettronici se ci riferiamo agli aspetti economici. Il progetto eQuiD vuole fornire una risposta concreta a queste problematiche! Raccolta, rigenerazione, valorizzazione e distribuzione di materiale informatico usato. Dalla comunità, per la comunità.

    Questo PC lo faccio a pezzi! Un workshop per scoprire cosa c’è dentro la scatola “magica” che chiamiamo PC.
    Andrea Scarinci, Lugano Living Lab – Città di Lugano

    Questo PC lo faccio a pezzi! Quante volte abbiamo pronunciato questa frase? Nel workshop scopriremo cosa c’è dentro la scatola “magica” che chiamiamo PC: come fa a funzionare, quali sono i materiali utilizzati per costruirlo e quali i componenti che invecchiano prima… magari qualcuno si può sostituire facilmente. Più un sistema è complesso più ha richiesto la lavorazione dei materiale che lo compongono, di conseguenza ci sarà più lavoro nel scomporre i materiali tenuti insieme in questo oggetto. Se i dispositivi hanno non sono più funzionanti o hanno finito il loro ciclo di vita: il loro posto è l’ecocentro. Se invece i dispositivi sono ancora funzionanti ma non sono utilizzati potete partecipare al progetto eQuiD: che si occupa proprio della raccolta e rigenerazione dei dispositivi usati per darli gratuitamente ha chi ne ha più bisogno.

    Data detox: a self defense crash course (attività in inglese)
    Modera: David Bürgisser, ethix – Lab for innovation ethics

    “Proteggi i tuoi dati!” “Perchè? Non ho nulla da nascondere!”. Nel workshop sperimenteremo perché è essenziale proteggere i propri dati personali online e alcuni suggerimenti pratici su come fare a gestire la propria privacy online. Si suggerisce ai partecipanti di portare il proprio dispositivo mobile per delle esercitazioni.
    «Protect my personal data? But I have nothing to hide!» Ever thought of that? We will demonstrate why even in the age of ‘privacy is over’ protecting your personal data is essential and teach you some basic skills and tricks to best protect yourself in the digital sphere. We suggest participants to bring to the workshop their mobile device.

    Capire e riconoscere il proprio rapporto con il digitale tra entusiasmo e dipendenza.
    dr. Anne-Linda Camerini e Laura Marciano, Istituto di Salute Pubblica, USI – Università della Svizzera italiana www.mediaticino.usi.ch

    Oggi possiamo dire che esistono due tipi distinti di dipendenza da internet: le persone con un uso patologico specifico sono dipendenti da specifiche funzioni della rete (come l’online shopping, l’uso di piattaforme specifiche di trading, il controllo delle e-mail, e così via). L’uso patologico specifico di internet sarebbe qui il risultato di una psicopatologia pre-esistente, che si è associata a un’attività online. È ragionevole assumere che queste dipendenze sono contenuto-specifiche ed esisterebbero anche in assenza di internet.
    Decisamente diverso è l’uso più generalizzato di internet, che implica consumare molto tempo online senza un chiaro obbiettivo in mente. Questo comportamento è di solito correlato all’aspetto social di internet. Le persone con un uso patologico generalizzato di internet spendono tempo online a discapito delle loro responsabilità. Questo spreco di tempo ha come risultato una compromissione significativa del funzionamento quotidiano, inclusa la tendenza a procrastinare altre attività. Questo disturbo probabilmente non esisterebbe in assenza di internet.
    Ma, quindi, come definire un uso “consapevole” della rete? L’utilizzo sano si riferisce all’uso per uno scopo preciso, per un periodo di tempo ragionevole, senza che ciò implichi un malessere cognitivo o comportamentale. Coloro che utilizzano internet in modo sano riescono a separare la comunicazione online da quella nella vita reale. Impiegano internet come uno strumento utile a uno scopo preciso piuttosto che una fonte di ricerca della propria identità. Non c’è un tempo limite specifico, o un riferimento comportamentale. C’è un continuum di funzionamento, con utilizzo sano da un lato e problematico/dipendente dall’altro. È l’individuo che determina il grado per cui lui/lei utilizza internet in modo adattivo o maladattivo. Per sintetizzare si potrebbe dire che: “la differenza tra un entusiasmo eccessivo ma sano e una dipendenza è che l’entusiasmo sano aggiunge alla vita mentre la dipendenza porta via”.

    Tra illusione e realtà: l’etica nel mondo digitale dalla progettazione alla comunicazione online. Prendendo spunto da alcune tecniche di mentalismo ci chiederemo come si stia sviluppando l’interazione online e quali siano i quesiti etici con i quali confrontarci.
    Moderatore: theSwissMentalist Federico Soldati.

    Speakers:
    Francesca Rossi, IBM AI Ethics Global Leader
    prof. Lorenzo Cantoni (USI), Prorettore USI e Direttore Istituto di tecnologie digitali per la comunicazione

    Si è affrontato cosa sia l’intelligenza artificiale con degli esempi pratici.
    Perché un’azienda che creo o usa IA dovrebbe occuparsi dell’etica dell’IA: valori aziendali, reputazione dell’azienda e fiducia dei clienti, leggi esistenti o previste, equità e giustizia sociale, richieste dei clienti, pressioni dei media, differenziazione, opportunità di business. Di base tuttavia vi sono i principi di fiducia e trasparenza: rispetto della privacy, non discriminazione, spiegabilità, robustezza, trasparenza.
    Il tema dell’etica nel digitale evoca in prima istanza il problema etico: cosa vuol dire essere buoni. Cosa vuol dire esprimere al meglio se stessi. Una delle prime istanze dell’etica nel digitale è scoprire che per qualunque traccia digitale che lasciamo volutamente o involontariamente online, noi siamo molto di più. Nell’etica nel digitale comincia quando ci rendiamo conto e ci comportiamo sapendo che per qualunque rappresentazione digitale di noi, beh noi siamo di più. È un percorso che deve cominciare nell’educazione dei bambini, nell’educazione di ciascuno di noi, sapere che siamo ben oltre gli account che abbiamo sui social. Queste sono possono essere espressioni più o meno complete di noi ma non saranno mai completamente noi stessi.

  • BEST OF - Laboratorio Digitale on tour @Lugano 11.06.21

    Speakers - Laboratorio Digitale @Lugano

  • Laboratorio Digitale @Lugano 11.06.21 - Tra illusione e realtà: l’etica nel mondo digitale

    Laboratorio Digitale on tour @Lugano 11.06.21 - Responsabilità estesa del produttore e diritto alla riparazione

    Laboratorio Digitale @Lugano 11.06.21 Presentazione del progetto eQuiD. L*3 - Città di Lugano

    Laboratorio Digitale @Lugano 11.06.21 Questo PC lo faccio a pezzi!

    Laboratorio Digitale @Lugano 11.06.21 - Il rapporto con il digitale tra entusiasmo e dipendenza

    Laboratorio Digitale @Lugano 11.06.21 - Data detox: a self defense crash course